Il “Cibo-Spazzatura” fa calare umore e intelligenza
Anche se l’effetto iniziale dopo l’assunzione di hamburger, hot dog, patatine fritte e merendine confezionate è un aumento dello stato di benessere, nel lungo tempo una continua alimentazione basata sui junk food (il cosiddetto “cibo-spazzatura) sembra portare a un calo dell’umore e delle proprie capacità intellettive.
A dimostrarlo sarebbero i risultati di una ricerca pubblicata sull’Internation Journal of Obesity secondo i quali un’alimentazione eccessivamente ricca di zuccheri e grassi provocherebbe dei cambiamenti chimici in grado di stimolare sintomi depressivi.
Non solo, il passaggio a cibi più sani provocherebbe sintomi di vera astinenza e renderebbe più vulnerabili allo stress, provocando un circolo vizioso che spingerebbe ad alimentarsi in modo sempre più scorretto.
Più precisamente, nei topi di laboratorio utilizzati nello studio è emersa una maggiore attività della proteina Creb (alla base della produzione di dopamina, un neurotrasmettitore rilasciato dal cervello) negli animali alimentati con i junk food, i quali hanno evidenziato anche un maggior livello dell’ormone legato allo stress, il corticosterone.
In un altro studio condotto in Australia da un gruppo di ricercatori dell’Università di Adelaide condotto su 7 mila bambini è emerso che un’alimentazione più sana e corretta nei primi anni di vita porterebbe a un quoziente intellettivo più alto rispetto ai bimbi che vengono alimentati con il cibo-spazzatura.
Nell’indagine, in particolare, è stata seguita l’alimentazione dei bambini ai 6 mesi, ai 15 mesi e ai 2 anni di vita ed è stato poi misurato il loro livello di quoziente intellettivo (QI) all’età di 8 anni. I risultati hanno confermato un punteggio di QI superiore di 2 punti nei bambini allattati al seno almeno fino ai 6 mesi di vita e alimentati in seguito in modo sano (con una dieta ricca di frutta e verdura e povera di zuccheri e grassi) rispetto ai coetanei che avevano seguito un’alimentazione ricca di cibi-spazzatura. Secondo gli studiosi, la dieta condotta nei primi due anni di vita inciderebbe sul corretto sviluppo dei tessuti del cervello.
Articolo di A.M. – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 14-12-2012
