Il coriandolo: un filtro naturale per l’acqua
Acqua potabile a rischio? Usa il coriandolo. Secondo uno studio condotto dall’Ivy Tech Community College di Lafayette, negli Stati Uniti, questa spezia, che appartiene alla famiglia delle Apicaceae, sarebbe in grado di depurare l’acqua corrente contaminata da sostanze potenzialmente tossiche quali il piombo, il rame, il mercurio e altri metalli pesanti, svolgendo una azione di filtro naturale. «La particolare proprietà del coriandolo – spiegano i ricercatori –risiede nelle pareti esterne delle microscopiche cellule che costituiscono la pianta le quali le consentono di funzionare da bioassorbente».
Attualmente i sistemi di depurazione dell’acqua sono rappresentati da carbone attivo e resine artificiali. «Usare il coriandolo per la decontaminazione idrica – aggiungono i ricercatori – potrebbe sembrare molto costoso, ma va considerato che questa pianta cresce spontaneamente e in grandi quantità(dunque è facilmente reperibile) proprio in quei paesi in cui il problema di inquinamento delle acque potabili è più presente». Al vaglio per valutarne il potere ‘purificante’ sono anche il cumino, l’aneto, il finocchio e il prezzemolo: tutte spezie che appartengono alla medesima famiglia del coriandolo.
La sfida della ricerca è ora anche quella di creare dei filtri depurativi pronti all’uso. Come? Confezionando il coriandolo in pacchetti simili alle bustine da tè, riutilizzabili come normali cartucce, o in palline da infusione che possano rimuovere anch’esse metalli pesanti e agenti tossici. Sarà forse il futuro ‘naturale’ dei filtri per i contenitori d’acqua? Alla scienza spetterà l’ultima parola.

