Il sonno favorisce la memoria
Approfittate del riposo durante le vacanze perché dormire fa bene: specie alla memoria e a quella spaziale. A dimostrarlo sarebbe uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Hippocampus e condotto dal dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, dall’Ospedale Niguarda di Milano, dalle Università dell’Aquila e di Bologna in collaborazione con la Calgary University (Alberta, Canada), secondo cui il sonno rallentando le frequenze dell’attività elettrica dell’ippocampo, favorirebbe le capacità mnemoniche.
I ricercatori sarebbero giunti a questa conclusione dopo avere chiesto a un gruppo di volontari di esplorare un ambiente virtuale, muovendosi in esso il più rapidamente possibile. Dopo l’esperimento gli ‘esploratori’ non solo sono stati invitati a dormire ma anche sottoposti a un monitoraggio e registrazione dell’attività elettrica della corteccia cerebrale e dell’ippocampo. La navigazione spaziale è stata poi ripetuta il giorno successivo.
Risultato? «Lo studio ha dimostrato per la prima volta – spiega il Prof. Michele Ferrara, dell’Università dell’Aquila – che l’apprendimento di un compito spaziale provoca un aumento della sincronizzazione dell’attività elettrica dell’ippocampo durante il sonno successivo. Con un netto miglioramento delle prestazioni che verranno svolte in seguito: in altri termini, maggiore è l’aumento dell’attività lenta durante il sonno, migliore sarà la resa nei compiti».
La scoperta potrebbe aprire delle prospettive potenzialmente applicative nell’ambito dell’ottimizzazione dei processi di apprendimento, migliorando il buon sonno e le sue capacità mnemoniche.

