In arrivo una nuova influenza: la ‘svizzera’
Non ne siamo ancora fuori. Dopo quella suina, dicono gli esperti, arriverà a breve l’influenza ‘svizzera’. Il picco durerà un paio di settimane e potrà protrarsi fino a marzo, costringendo ancora a letto grandi e piccoli. Una azione preventiva però è possibile: la vaccinazione e un sano stile di vita sono le principali raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPs).
«Accanto alle buone norme igieniche, a partire dal lavaggio delle mani, e soprattutto alla vaccinazione – spiega il Dott. Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente SIPPS – non va dimenticato anche il ruolo determinante svolto dall’alimentazione. Risorse difensive possono essere assicurate ai bambini con una dieta completa e possibilmente ricca in vitamine (in particolare la C e la E) e sali minerali (come rame, zinco e selenio) di cui sono particolarmente ricchi frutta e verdura». Servono poi pasti regolari, colazione compresa con frullati di frutta, soprattutto di arancia, pane e marmellata o fette biscottate e/o uovo, che da un lato garantiscono un apporto di energia commisurato alle esigenze della giornata e dall’altro evitano che l’assorbimento dei vari principi nutritivi che non è mai costante, possa entrare in competizione. «L’assimilazione del ferro, per esempio – aggiunge Salari – è inferiore in presenza di fibre mentre aumenta se si assume contemporaneamente la vitamina C. Questo spiega perché va evitata la monotonia a tavola e come sia importante mettere l’organismo in condizione di ricevere in più momenti della giornata tutti i nutrienti di cui ha bisogno». Questi suggerimenti di prevenzione restano validi anche in caso di contagio, quando l’influenza, specie nelle fasi iniziali, può togliere l’appetito.
Infine, come affrontare la convalescenza? Meglio a casa un giorno in più e mai meno di una settimana. Questo tempo deve essere rispettato anche nell’eventualità di una sintomatologia leggera o di una ripresa in apparenza veloce, perché il virus influenzale predispone comunque le vie aeree all’ingresso di altri microrganismi, tra cui pneumococco (responsabile di otiti e soprattutto polmoniti), adenovirus e virus respiratorio sinciziale (la causa della bronchiolite nei bambini più piccoli). «Queste complicanze – conclude il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente SIPPS – possono tradursi in un maggior rischio di infezioni “collaterali” che fanno allungare il decorso dell’influenza o, a volte, far precipitare nuovamente il bambino in febbre, tosse e spossatezza».
Francesca Morelli

