Infarto miocardico: potenzialità (finora) inespresse dell’omeopatia
Le malattie cardiovascolari sono responsabili di quasi un terzo di tutti i decessi nel mondo e l’infarto miocardico, malgrado il progresso terapeutico, che ne ha migliorato notevolmente la prognosi, rimane una sfida importante per la medicina. Non soltanto nell’immediato, in cui è fondamentale la riperfusione del muscolo cardiaco e si registra il 50% della mortalità complessiva (nel primo mese dopo l’evento acuto) ma anche nel lungo termine, in cui, insieme ai processi riparativi, si verificano fenomeni detti di “rimodellamento”, che possono portare a una condizione di insufficienza cardiocircolatoria e di elevato rischio di recidiva e, complice l’azione di neuromediatori e del sistema immunitario, al danneggiamento di altri organi.
Tre casi clinici, pubblicati sulla rivista internazionale “SAGE Open Medical Reports”, hanno dimostrato come l’omeopatia, in associazione ai trattamenti convenzionali, abbia consentito un miglior recupero funzionale e la salvaguardia di un maggior livello di benessere. Si tratta di situazioni ben diverse tra loro per tipologia (un uomo di 62 anni, uno di 92 e una donna di 68) e gravità che, senza nulla togliere alla medicina allopatica, focalizzata essenzialmente sulla problematica cardiaca, sottolineano l’opportunità che l’omeopatia offre di ridurre l’ansia e gli attacchi di panico del paziente, di modulare il livello di infiammazione, che esercita sempre un effetto distruttivo, nonché di preservare il livello generale di energia e vitalità. Tutto questo con il vantaggio dell’aderenza, e cioè del pieno rispetto da parte del paziente delle indicazioni terapeutiche. La conclusione degli autori è dunque un suggerimento a riflettere sulle potenzialità dell’omeopatia nell’approccio all’infarto miocardico sin dalla fase acuta. A questo invito se ne può aggiungere un altro di pari importanza, e cioè non perdere mai di vista la prevenzione che, nel caso delle malattie cardiovascolari, deve mirare in particolare al controllo della pressione arteriosa, dei lipidi circolanti (colesterolo e trigliceridi) e della glicemia.
Piercarlo Salari
Fonte: Tenzera L et al. Improvements in long standing cardiac pathologies by individualized homeopathic remedies: A case series, “SAGE Open Med Case Rep”, 9 agosto 2018, www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6088479/
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