Infezioni delle alte vie aeree: quattro buone ragioni per ricorrere all’omeopatia
L’omeopatia è efficace quanto la medicina allopatica nel trattamento delle infezioni delle alte vie respiratorie non complicate, tra cui faringite, tonsillite, otite media e sinusite acuta. Lo afferma un articolo pubblicato sulla rivista “Homeopathy” (2018; 107:99-114) in cui l’autore, Alison Fixcsen, ha condotto una revisione della letteratura scientifica a partire dal 1994, selezionando 9 studi randomizzati controllati e 8 studi osservazionali, di cui 7 pediatrici. La conclusione non è di poco conto per quattro importanti motivi.
Perché sfata il preconcetto secondo cui non ci siano dati convincenti e significativi a sostegno dell’efficacia dell’omeopatia.
In secondo luogo perché sottolinea un elemento chiave dell’omeopatia, e cioè la personalizzazione del trattamento, in particolare nei bambini, che nella medicina convenzionale si avvale di schemi generici e non di un approccio “su misura”.
Le altre due ragioni sono rappresentate dall’assenza di effetti indesiderati e dall’impatto favorevole dell’omeopatia nel ridurre le infezioni ricorrenti e nel contribuire così a contenere l’uso di antibiotici.
Proprio a tale riguardo, in occasione della Settimana mondiale sull’uso consapevole degli antibiotici (World Antibiotic Awareness Week, 12-18 November 2018) e della Giornata europea degli antibiotici (18 novembre), va ricordato che in un articolo pubblicato il 5 novembre scorso su “The Lancet Infectious Diseases”, grazie all’elaborazione di un modello statistico, è stato stimato l’impatto sanitario dei batteri resistenti agli antibiotici, responsabili ogni anno in Europa di oltre 30 mila decessi, di cui un terzo in Italia, con un costo di circa 1,5 miliardi di euro. Si prevede inoltre che nel prossimo ventennio essi diventeranno la prima causa di morte, superando in questa triste classifica i tumori.
Piercarlo Salari

