Intervista al dottor Andrea De Zanetti Farmacia Legnani, Milano

Rivolgiamo alcune domande al dottor Andrea De Zanetti, titolare della nota Farmacia Legnani, prestigiosa realtà milanese da anni all’avanguardia nel settore della Medicina Naturale e Omeopatia
Dottor De Zanetti, Lei è il responsabile di una Farmacia particolarmente accreditata presso i milanesi – e non solo! – oltre che peculiare per quanto concerne l’approccio alla cura del paziente. Ci racconta come la Sua storia e la storia di questa farmacia così “speciale” si sono incontrate?
Sono diventato titolare della Legnani 13 anni fa. Naturalmente, conoscevo già questa Farmacia fondata dal dottor Legnani e poi gestita da suo figlio Riccardo. Dalla fine degli anni Settanta, questi lungimiranti farmacisti avevano intrapreso un percorso molto interessante, distinguendosi dalle altre farmacie grazie a un laboratorio che produceva anche prodotti con un proprio marchio (distribuiti anche in altre farmacie, in tutta Italia) e all’introduzione di un nuovo concetto di Medicina Naturale. Un approccio che ho condiviso anch’io, “facendomi le ossa” in una farmacia di Boltiere, in provincia di Bergamo, per poi approdare alla prima farmacia di mia proprietà, a Seriate (BG). Qui ho tentato di ricreare una “piccola Legnani”, iniziando a introdurre i principi dell’Omeopatia, nonostante le difficoltà di approvvigionamento tipiche di quegli anni. Qualche tempo dopo, con la Legnani, ho avuto modo di tornare nella mia città natale e di insediarmi in una farmacia di lunga tradizione e di chiara fama. Dal momento che condividevo la filosofia e l’approccio dei precedenti titolari, ho preferito lasciarla invariata, affinché i milanesi, affezionati alla Legnani, non si accorgessero del cambiamento.
Qual è, secondo lei, il ruolo del farmacista di oggi nei confronti del paziente? Cosa spinge un paziente a rivolgersi a chi può offrire una visione “alternativa” a quella proposta dalla medicina tradizionale?
Il ruolo del farmacista è da sempre, e deve continuare a esserlo, quello di “risolvere un problema”: chi entra in farmacia chiede una soluzione per un bisogno specifico e in tempi più rapidi possibile. Per poter soddisfare questa richiesta, occorrono anni di studio, di pratica, di esperienza, un continuo aggiornamento, ma soprattutto una capacità di ascolto che consenta di cogliere con immediatezza il problema e dargli risoluzione, anche quando questo venga esposto in maniera non del tutto chiara, rendendo così il paziente partecipe della propria guarigione, grazie a un approccio e a una cura ad hoc, in linea con la pratica omeopatica che riesce a fornire soluzioni personalizzate e non “generiche” per il paziente. Questa è da sempre la mia filosofia, che ho cercato e cerco di perseguire al meglio, con impegno e una grande passione. Pensate che in farmacia siamo in grado di produrre un farmaco “su misura” delle esigenze del paziente anche in pochi minuti, se l’urgenza lo richiede, con principi naturali che per molti sono stati una piacevole scoperta.
Invece, ci tolga un’ultima curiosità: quale sarà, secondo lei, l’evoluzione della Farmacia italiana nei prossimi anni?
Ciò che auspico è una farmacia senza banco tra farmacista e paziente, un luogo dove il rapporto umano sarà predominante rispetto al cosiddetto “rimedio”. Ci dovranno essere ritualità e aspetti energetici che portino il soggetto a traslare il concetto di malattia: l’aspetto psicologico, infatti, è fondamentale in ogni situazione. Il farmacista dovrà riappropriarsi di un ruolo che negli ultimi anni ha un po’ perso, offrendo una sorta di “risoluzione condivisa”. E lo potrà fare anche attraverso l’Omeopatia, che, con molta discrezione, consente di affrontare diverse patologie e di sviluppare anche una capacità di sperimentazione, con uso di rimedi già esistenti, alla base delle terapie future.
Servizio di Sabrina Antonini e Francesca Morelli
