Dr. Valter Allio, Farmacia Allio di Villar Pellice: il successo della medicina complementare nelle valli Valdesi del Piemonte
La Farmacia Allio è stata “pioniera” della medicina omeopatica e naturale a Villar Pellice. Cosa l’ha portata a specializzarsi in ambito omeopatico?
Nel 1986, dopo la laurea, ho iniziato a collaborare nella farmacia del dottor Golè di Barge (CN), senza conoscere praticamente nulla dell’omeopatia e delle altre medicine che ora preferisco definire “complementari”, piuttosto che “alternative”. Un giorno, stufo di sentirmi starnutire e vedermi lacrimare, il dottor Golè mi intimò di assumere dell’Allium cepa compose: nel giro di poco smisi di stare male. Quella fu la mia folgorazione sulla via di Damasco. Ho poi seguito i corsi del CISDO e ogni corso che mi aiutasse a crescere sia in ambito omeopatico sia fito-gemmoterapico. E continuo a farlo, portando il tutto nella nostra realtà quotidiana.
Si trova dunque più spesso a consigliare rimedi naturali, piuttosto che farmaci tradizionali? Per quali patologie e sintomi, in particolare?
La nostra clientela (mia e di mia figlia) si rivolge a noi per vedere se di primo acchito è possibile approcciarsi ai suoi disagi con rimedi naturali. Fermo restando che ci sono dei limiti che non possiamo e non dobbiamo superare, dove è possibile cerco di esaudire le loro richieste. Devo ammettere che è un premio per me, per primo, vedere che il rimedio consigliato aiuta il cliente e soddisfa le sue aspettative. All’interno di questi limiti gli interventi più richiesti sono disagi che investono la sfera emozionale, con tutte le ricadute che possono esserci sul piano fisico; le più comuni sembrano essere quelle dermatologiche.
Con quale spirito i Suoi clienti si avvicinano alla medicina omeopatica? Ci può riportare qualche esperienza o aneddoto interessante?
Dopo tanti anni nella nostra realtà ci interfacciamo ormai con le seconde generazioni di clienti, che sono già cresciute nell’ottica delle medicine naturali. Anche all’inizio della nostra impresa non è stato così difficile come mi riferiscono tanti colleghi: gli abitanti della nostra valle (ci troviamo nel cuore delle valli Valdesi) hanno una mentalità molto aperta verso le medicine naturali, favorita forse dal fatto che per secoli queste zone sono state isolate per motivi religiosi. Aneddoti che ne sarebbero molti, alcuni riferiti al “fai da te”, con esiti per fortuna, solo comici. La campagna pubblicitaria a favore dell’omeopatia la sta facendo un signore, il cui alluce avrebbe dovuto essere amputato anni fa e che è tuttora attaccato al piede grazie a un medico omeopata della valle.
In questo periodo dell’anno, quali sono i Suoi consigli di farmacista omeopata nella prevenzione degli inconvenienti tipicamente autunnali, come i primi raffreddamenti, influenze e i mali di stagione in generale?
Sta per partire la “campagna di prevenzione” e vengono proposti da ogni dove cocktail di granuli e beveroni vitaminici. Personalmente ritengo più utile indirizzare su un corretto stile di vita e una corretta alimentazione, tenendo d’occhio l’igiene personale e della casa, facendo attenzione anche a non esagerare con prodotti chimici nel tentativo di debellare i “germi cattivi”: è un salotto, non una sala operatoria. Il tutto si può integrare con qualche gemmoterapico, salvo poi intervenire sui piccoli malanni con rimedi mirati. I più comuni sono Belladonna, Aconitum, Mercurius sol., Kalium bic., etc.
La medicina omeopatica è molto osteggiata dal mondo scientifico, soprattutto in Italia. Come farmacista omeopata, cosa si sente di consigliare a un giovane che vuole intraprendere questa carriera nel nostro paese?
Il consiglio che mi sento di dare a un giovane che vuole seguire la strada dell’omeopatia è quello che posso dare a mia figlia: “Preparati a essere ostacolata in ogni modo, perché le realtà non sono tutte come la nostra. Preparati a studiare per tutta la vita e se per te l’aspetto preponderante è quello economico, orientati verso altri orizzonti”.
Per concludere: come vede in prospettiva lo sviluppo del ruolo del farmacista omeopata nei prossimi anni?
La prospettiva per i farmacisti omeopati sono apparentemente buone, visto l’interesse che c’è attorno all’omeopatia e alle medicine complementari in genere. Sta ai farmacisti stessi aiutare a coltivare e accrescere questo interesse, con la loro preparazione, serietà e disponibilità a usare qualche parola in più nel consiglio e a non limitarsi a essere un “dispensatore di farmaci”. Purtroppo la normativa in Italia lascia spazio a personaggi poco preparati (oltre che poco raccomandabili) o con una visione talebana della medicina naturale. Questi personaggi danneggiano il paziente e tutte le figure professionali, preparate, che danno il loro consiglio con cognizione di causa e conoscenze scientifiche, mediche e farmacologiche. E penso sia un nostro dovere prendere le distanze da tali personaggi.
Valentina Pinton

