La malattia e il malato secondo l’omeopatia
Nella medicina ufficiale quando si parla di malattia ci si riferisce a un disturbo che interessa un particolare organo, un apparato o una determinata funzione che viene limitata nel tempo e nello spazio (elementi, questi ultimi, che caratterizzano le varie definizioni di malattie acute, subacute e croniche). La causa della malattia, poi, è spesso ricercata nell’ambiente esterno (virus, batteri, pollini, ecc.) e la terapia è focalizzata sulla malattia e, pertanto, finisce quasi sempre per essere standardizzata a tutti i pazienti (antinfiammatorio per le infiammazioni, antibiotico per le infezioni batteriche, ecc.).
L’omeopatia, a differenza della medicina tradizionale, considera il sintomo non come un messaggio da sopprimere, ma come un elemento da interpretare nel contesto del sistema uomo, tenendo conto sia della parte fisica sia di quella psicologica (per l’omeopata il corpo è sempre lo specchio della mente). In linea generale, quindi, la medicina omeopatica considera l’esistenza dei malati e non delle malattie, dove i disturbi e le patologie rappresentano i fattori scatenanti di un disturbo o di una suscettibilità ad ammalarsi già presente nel paziente.
Ogni paziente, quindi, è considerato in modo “individuale” e le cure non sono mai standardizzate sulla malattia, ma adattate a quel determinato paziente con il suo problema di salute. La terapia contro l’ulcera, per esempio, non sarà mai la stessa per il malato X e Y, ma verrà adattata alle caratteristiche fisiche e psicologiche dell’individuo malato.
L’essere umano in omeopatia è infatti considerato come un complesso “sistema biologico” e non come un semplice insieme di organi ed apparati in relazione tra loro. L’ordine di questo sistema biologico dipende dalla possibilità di quest’ultimo di dissipare tutta l’energia che produce attraverso i processi metabolici interni e quelli ricavati dal mondo esterno (come il cibo, il calore e le emozioni). La produzione e la dispersione dell’energia sono due meccanismi intimamente connessi e qualsiasi elemento che possa ostacolarli costituisce la premessa a una malattia. Ecco, pertanto, che in omeopatia la malattia è considerata come una disarmonia dell’energia vitale.

