L’acido folico in gravidanza riduce il rischio di autismo
L’indicazione ad assumere acido folico nel mese precedente l’inizio della gravidanza e nelle 8 settimane successive, oltre ad avere un accertato potere protettivo contro il rischio di spina bifida nel nascituro, sembrerebbe proteggere il bambino anche dal rischio di sviluppare disturbi autistici.
A evidenziare tale associazione è un recente studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama) condotto da un gruppo di ricercatori del Norwegian Institute of Public Health e della Columbia University di New York.
L’indagine ha preso in esame 85.176 bambini nati tra il 2002 e il 2008, il cui stato di salute è stato controllato nel marzo 2012, quando i piccoli analizzati avevano un’età compresa tra i 3,3 anni e i 10,2 anni, con un’età media di 6 anni e 4 mesi. Durante lo studio è emerso che 270 bambini presentavano disturbi di tipo autistico, di cui 114 con autismo, 56 con Sindrome di Aspergen e 100 con un disturbo dello sviluppo non specificato.
I ricercatori hanno quindi osservato che a sviluppare disturbi autistici è stato lo 0,10 per cento dei bambini nati dalle madri che avevano assunto acido folico nel pre-concepimento e nei due mesi dopo l’inizio della gravidanza, mentre i bambini nati dalle madri che non avevano assunto l’integratore vitaminico la percentuale di casi con disturbi di tipo autistico è stato dello 0,21 per cento.
Un motivo in più questo per ricordare alle donne che cercano una gravidanza l’importanza di assumere regolarmente un integratore a base di acido folico, almeno fino al terzo mese di gestazione. Anche se presente in natura e disponibile in molti alimenti, come verdure, agrumi, carne e lievito di birra, l’acido folico (o vitamina B9) si riduce notevolmente durante il processo di cottura ed è importante così che le future mamme lo integrino nella dieta.
Articolo di A.M. – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 21-02-2013
