L’importanza e le caratteristiche della visita omeopatica
Il primo importantissimo passo necessario a individuare la corretta terapia omeopatica per un paziente è quello di sottoporsi a un’approfondita visita dal medico omeopata. Quest’ultimo ha il compito di analizzare non solo i sintomi evidenti lamentati dal malato, ma anche ogni aspetto fisico e psicologico utile a stabilire il rimedio o il mix di farmaci necessari a risolvere il problema del paziente.
La visita dall’omeopata, in particolare, è composta principalmente da tre elementi:
– il colloquio medico-paziente
– la gerarchizzazione dei sintomi
– l’individuazione della giusta costituzione
Il colloquio medico-paziente
Il medico omeopata innanzitutto esegue una completa anamnesi del paziente, si informa cioè su ogni aspetto di salute e familiare del malato che possa essere utile a capire l’origine, la causa e ogni eventuale aspetto dei sintomi lamentati dal paziente. L’esperto, così, chiede alla persona informazioni circa le sue origini, le malattia presenti o passate di tutto il suo nucleo familiare e le cure già effettuate, le eventuali allergie e intolleranze a cibi, farmaci o sostanze varie e le sue abitudini di vita (alimentazione, attività fisica, vizio del fumo, tipo di lavoro, sonno adeguato, ecc.).
In particolare, il colloquio omeopatico è volto a comprendere:
– il motivo della visita
– la modalità della malattia (come la malattia si è presentata e sviluppata)
– informazione sul tipo di terapia (è importante che l’omeopata spieghi attentamente in maniera semplice i principi su cui si basa l’omeopatia)
– anamnesi spontanea (i sintomi lamentati dal paziente)
– l’anamnesi familiare (i rapporti in famiglia, le malattie familiari, ecc.)
– i precedenti personali (il parto, l’allattamento ricevuto, la dentizione, le vaccinazioni, ecc.)
– i sintomi mentali e quelli generali.
La gerarchizzazione dei sintomi
Nell’omeopatia i sintomi più importanti da considerare non sempre sono quelli lamentati dal paziente, ma l’insieme dei segni e dei disturbi che l’esperto può fare affiorare durante la visita. Se chiaro ed evidente, però, il fattore etiologico (cioè il fattore scatenante la malattia) rappresenta l’elemento più importante da considerare. Per esempio assumono valore prioritario rispetto agli altri sintomi le patologie insorte immediatamente dopo traumi, menopausa o vaccinazioni. Purtroppo, però, il fattore etiologico raramente è valutabile con sicurezza. In mancanza dell’evidenza del fattore scatenante la malattia, la visita omeopatica quasi sempre si concentra sui sintomi mentali del paziente, cioè sulla sua volontà di vivere e godere la vita, sulla sua volontà e capacità di agire, sulla memoria e la capacità di concentrazione, sulla volontà o meno di procreare, sulla sua morale (che cosa è giusto o meno per il paziente) e i suoi sogni (ma solo se ripetitivi nel soggetto o nella tematica). Poi l’omeopata si sofferma sui sintomi più strani e curiosi del paziente, importanti perché tipici di quella persona (individualità del malato).
In seguito, vengono analizzati i sintomi generali, cioè le eventuali intolleranze alimentari, le posizioni posturali che migliorano o aggravano i disturbi, la sudorazione, la sete, il ciclo mestruale, il sonno, le vaccinazioni e gli interventi chirurgici effettuati, ecc.
Solo per ultimo il medico analizza i sintomi caratteristici della malattia, perché dicono tanto della patologia ma poco del malato in sé.
La giusta costituzione
Con il concetto di “costituzione” si intende l’insieme totalitario e armonizzato di caratteri morfologici, funzionali, intellettivi e psichici nello stato di salute della persona, che a sua volta determina la disposizione alle malattie, il loro decorso e il modo di reagire dell’organismo alle cause patogene (adattamento e resistenza).
In omeopatia le principali costituzioni sono tre:
– Carbonica: è quella del soggetto brevilineo che tende a svilupparsi più in larghezza che in altezza. Di conseguenza ha un peso superiore alla media. Il viso in genere è quadrato o tondo, ha i denti larghi, le mani tozze, gli occhi poco vivi, il naso concavo, il collo grosso e corto, il torace svasato alla base, l’addome globuloso, i muscoli ipotonici e i genitali ipoplasici. Tendenzialmente è una persona metodica e freddolosa, che però suda appena si muove e si stanca facilmente. È ordinata e disciplinata, non ama parlare molto e spesso resta appartata. Ha un maggior rischio di sviluppare malattie come la gotta, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione e l’artrosi.
– Sulfurica: è tipica della persona normolinea o inferiore alla media, tozza e tendente al grasso, ma dotata di forte sviluppo muscolare. La faccia è quadrata e il cranio è normale, ha pochi capelli, la fronte obliqua, gli occhi piccoli e tondi, il naso convesso e grosso, il collo taurino, il torace largo, gli arti corti e muscolosi e le mani corte e quadre. Resiste molto allo sforzo ed è attratto dai cibi e dalle bevande forti, teme il caldo, reagisce violentemente alle malattie acute, ma le sue convalescenze sono rapide. È una persona esposta al rischio di malattie infettive acute e dell’apparato respiratorio, all’ipertensione, all’infarto del miocardio, all’angina pectoris, all’edema polmonare acuto, ai dismetabolismi (gotta, litiasi, ecc.), alla cirrosi epatica, all’iperglobulia e alle malattie allergiche.
– Fosforica: è il soggetto magro che cresce velocemente. È longilineo, con un peso inferiore alla media. Il suo viso è triangolare, ha i denti stretti e lunghi, i capelli abbondanti, ma può soffrire di calvizie precoce. Il naso è affilato e “a uncino”, ha il collo lungo e sottile, il torace stretto e appiattito, le spalle cadenti e le scapole alate. L’addome è incavato, ha gli arti lunghi con le dita lunghe e sottili. Si muove in modo armonico, rapido ed elegante, si stanca facilmente, ma recupera le forze altrettanto rapidamente. È molto sensibile all’ambiente esterno, è stravagante e ipersensibile nell’umore. Non è un tipo pratico, ma più un idealista, un “sognatore”, dotato di fertile immaginazione ed è emotivo e sentimentale. È spesso soggetto a paramorfismi della colonna (scoliosi, cifosi, lordosi), a demineralizzazione, all’ipertiroidismo, all’ipotensione (pressione bassa) e alle malattie del sistema nervoso.

