Lo xilitolo previene la carie in adulti e bambini anche a basse dosi

Buone notizie per i masticatori di chewing gum. Lo xilitolo, lo zucchero alternativo a quello tradizionale largamente impiegato in queste gommose dolcezze, avrebbe un effetto anticarie sia negli adulti che nei bambini, con effetti anche a lungo termine. Ma c’è di più: gli effetti preventivi sarebbero evidenti anche quando lo xilitolo è consumato a basse dosi, a patto però che sia masticato in maniera regolare.
Se l’efficacia anticarie era già stata conclamata nei bambini, ora l’intento era dimostrare l’effetto preventivo anche nei grandi e a dosaggi diversi da quelli raccomandati che richiedono un consumo minimo di 3 grammi fino a 8 grammi al dì, oltre i quali l’azione ‘scudo’ della sostanza edulcorante non sembrerebbe arrecare benefici superiori o migliori. Così la dottoressa Laura Strohmenger dell’università Statale di Milano e la sua équipe, hanno invitato un gruppo di adulti ad alto rischio di carie, valutato in base a una serie di parametri tra cui il carico di batteri cariogeni in bocca, a masticare chewing-gum per un periodo di due anni. In particolare, secondo il protocollo approvato dal Comitato etico dell’università di Sassari e registrato in un archivio online dei National Institutes of Health (Nih) americani come richiesto dai più moderni standard di qualità per gli studi clinici, 64 partecipanti appartenenti al gruppo di controllo hanno masticato un normale chewing gum senza zucchero e senza xilitolo e i restanti 66 – del gruppo test – un chewing gum senza zucchero contenente il 30% di xilitolo, pari a 2,5 g/die. Secondo le seguenti modalità: 5 pezzi al giorno del chewing gum assegnato, ovvero 2 al mattino, 2 dopo pranzo e uno nel pomeriggio, per il primo anno di studio, mentre nel secondo anno gli stessi volontari non hanno ricevuto chewing gum e hanno condotto la loro vita normale. Prima dell’utilizzo di chewing gum, dopo 6 mesi, dopo 12 e infine dopo 24 i ricercatori hanno raccolto e monitorato diversi parametri utili allo scopo della ricerca.
I risultati al termine dello studio hanno evidenziato, nel gruppo di controllo, una capacità lievemente inferiore della placca di generare acidi contro differenze significate nel gruppo xilitolo con effetti mantenuti nel tempo, cioè anche dopo i 12 mesi di masticazione e fino ai 24 del controllo finale. Ma non solo: nel gruppo xilitolo si sarebbe osservata anche una sensibile riduzione, in 12 mesi, dei batteri cariogeni mantenutisi anch’essi più bassi fino al controllo finale.
In buona sostanza, lo xilitolo avrebbe nell’adulto un effetto protettivo contro la carie, dal 23% e fino anche al 30%. A dimostrazione ci sarebbero anche altri numeri: 120 interventi di otturazione e 27 estrazioni nel gruppo di controllo contro rispettivamente 82 e 19 nel gruppo xilitolo.
Francesca Morelli
