L’omeopatia continua a tenere banco in tutto il mondo
A distanza di 200 anni dalla sua introduzione l’omeopatia continua a mantenere un proprio ruolo importante nella società, in termini sia di visite a medici che la praticano, sia di impiego di farmaci. A dimostrarlo è un articolo, recentemente pubblicato sul numero in corso di stampa della rivista internazionale “Homeopathy”, nel quale vengono illustrati e commentati i risultati di uno studio mirato a stabilire il ricorso a questa scienza nel mondo. A tale scopo nell’ottobre 2015, attraverso una ricerca meticolosa nei principali database scientifici, sono state identificate 36 indagini che riportavano informazioni sull’utilizzo dell’omeopatia nell’arco di 12 mesi, 24 delle quali ritenute idonee sulla base di alcuni rigorosi requisiti di qualità (riferimenti espliciti all’omeopatia, indipendenza e assenza di vizi metodologici, campioni di almeno mille individui e relativo indice di risposta non inferiore al 60%, significatività statistica). Si è così delineato lo scenario di 11 paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Israele, Canada, Svizzera, Norvegia, Germania, Sud Corea, Giappone e Singapore).
In generale l’uso dell’omeopatia nell’intervallo dei 12 mesi del 2015 è risultato compreso tra lo 0,7% e il 9,8% per gli adulti, in linea con i dati del 2014 (0,2-8,2%). Si tratta ovviamente di una fotografia di insieme, non priva di alcuni limiti legati per esempio alla difficoltà di acquisire dati completi e differenziati per impiego delle singole medicine complementari e all’impatto che può avere il rimborso delle terapie omeopatiche da parte di enti assicurativi o del servizio sanitario nazionale, come avviene per esempio in Francia, dove il 10,2% degli adulti e il 18% dei bambini e ragazzi fino a 18 anni d’età ricevono ogni anno almeno una prescrizione omeopatica.
In un contesto scientifico come quello attuale, caratterizzato da prese di posizione talvolta estremiste e da forti contrasti ideologici, vale forse la pena di riflettere sulla realtà o meglio, per parafrasare un’espressione ricorrente nella medicina allopatica, sull’evidenza dell’esperienza. Due sono quindi le considerazioni. Innanzitutto l’omeopatia gode di attenzione non soltanto da parte del grande pubblico ma anche della comunità scientifica. Certamente gli investimenti nella ricerca non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli allocati dall’industria farmaceutica, ma la letteratura dimostra che non mancano pubblicazioni di buona qualità. In secondo luogo la forte e costante adesione da parte dei cittadini è la riprova dell’efficacia dei farmaci omeopatici, soprattutto in quei paesi – la stragrande maggioranza – in cui non sono rimborsati dal servizio sanitario. Da ultimo va anche precisato che sono numerosi i bisogni di cura non coperti dalla medicina allopatica, per i quali l’omeopatia si propone come una risorsa preziosa e perfettamente integrabile.
Piercarlo Salari

