Mal di testa per 1 donna lavoratrice su 5
Le donne che lavorano hanno un maggior rischio di soffrire di mal di testa: è quanto è emerso da uno studio dell’Unità operativa di medicina del lavoro dell’Irccs Fondazione Maugeri di Pavia.
In particolare, a soffrire di cefalea primaria (cioè non legata ad altri disturbi) sarebbe una donna lavoratrice su 5, con sintomi comuni come nausea, dolori alla testa e intolleranza alla luce.
Le cause, secondo gli esperti, sarebbero da imputare all’impegno psichico eccessivo, alle posture scorrette, alle ore passate davanti al PC, allo stress e ai turni di notte, che possono alterare il naturale ritmo di sonno-veglia.
Quello del mal di testa è un problema dalle conseguenze importanti, non solo per chi ne soffre. Oltre a peggiorare la qualità di vita dei pazienti, finisce per ostacolare la produttività per gli alti costi diretti (dovuti alle cure sanitarie) e per quelli indiretti, legati invece alla ridotta produttività sul posto d’impiego e ai giorni persi al lavoro. In particolare, si stima che l’assenza da lavoro per cefalea in Europa interessi circa il 7-15 per cento dei lavoratori, con una media di giorni persi all’anno di 4,4 per emicrania e 2,5 per altri tipi di mal di testa.
In Europa il disturbo colpisce circa il 5 per cento degli uomini e il 19 per cento delle donne, principalmente tra i 25 e i 55 anni d’età.
Articolo di Annapaola Medina

