Mastectomia radicale monolaterale: Arnica montana aiuta in fase post-operatoria

Apprezzata per la sua efficacia nelle distorsioni e contusioni e impiegata da Goethe anche come stimolante cardiaco, l’Arnica montana sembra riservare altre interessanti e sorprendenti potenzialità. Uno studio made in Italy, per l’esattezza coordinato dall’Ospedale Luigi Sacco di Milano, ha infatti evidenziato che la somministrazione per via sublinguale (diluizione 100 K) a donne sottoposte a mastectomia radicale monolaterale con o senza intervento ricostruttivo ha determinato una riduzione del volume di sangue e delle secrezioni del drenaggio ottenuto in fase post-operatoria. L’indagine è stata condotta su 53 donne, delle quali 26 avevano assunto il preparato e 27 placebo e ha prodotto dati statisticamente significativi. Si delineano pertanto nuovi ambiti di ricerca su questa pianta, le cui prerogative non risultano confinate all’azione antinfiammatoria, analgesica e antiedemigena, ma sembrano spingersi a effetti proaggreganti piastrinici e procicatrizzanti.
(fonte: Sorrentino L., Piraneo S., Riggio E., Basilicò S., Sartani A., Bossi D., Corsi F., Is there a Role for Homeopathy in Breast Cancer Surgery? A First Randomized Clinical Trial on Treatment with Arnica Montana to Reduce Post-operative Seroma and Bleeding in Patients Undergoing Total Mastectomy, J Intercult Ethnopharmacol, 2017; 6:1-8)
dott. Piercarlo Salari
