MeTeCo conferma che i pazienti con tumore dicono sì alle medicine complementari
MeTeCo conferma che i pazienti con tumore dicono sì alle medicine complementari
Il 50% dei pazienti affetti da patologie oncologiche ricorre all’uso di terapie complementari per combattere gli effetti collaterali di terapie importanti. La conferma arriva anche da MeTeCo, il comitato per le medicine complementari in oncologia nato all’interno dell’Istituto tumori di Milano, in occasione del convegno sui “percorsi d’acqua” organizzato dal polo fieristico di Erba, in collaborazione con la regione Lombardia e la struttura oncologica milanese.
Una preferenza che avrebbe una ragione d’essere perché le procedure ‘alternative’ integrate alle terapie standard, sembrerebbero una possibile via sia per aiutare a ridurre gli esiti collaterali sia per migliorare l’efficacia dei farmaci chemioterapici o della radioterapia. «Questo non vuol dire che si vuole sostituire la cura con altri sistemi – ha detto Alberto Laffranchi, medico specialista in radiodiagnostica e radioterapia all’Istituto dei tumori di Milano e coordinatore di Meteco in occasione del suo intervento alla manifestazione – ma significa offrire ai pazienti l’opportunità di vivere in modo migliore la malattia e i necessari trattamenti attraverso suggerimenti e dimostrazioni concrete su stili di vita più regolari, un’alimentazione più sana e cure ‘dolci’ che tengano conto dell’equilibrio tra corpo e mente».
Qualche esempio: l’agopuntura ridurrebbe del 75% i sintomi di nausea e vomito; miele e propoli allevierebbero il fastidio delle mucositi in bocca nei bambini del 40%. Ma anche l’attenzione all’alimentazione è fondamentale tanto da incidere per il 35% sui benefici delle cure oncologiche. Che cosa mettere a tavola in corso di terapia? Sono da privilegiare i cibi semplici, le verdure come i broccoli, le spezie come curcuma, il the verde, le cipolle, l’insalata a foglia larga. E ancora il pesce azzurro per l’elevato contenuto di grassi (omega-3) ad azione anti-infiammatoria; le proteine vegetali in forma raffinata (evitando cioè le fibre), quali creme di cereali o di legumi; alimenti proteici vegetali ricchi di amminoacidi liberi (come il miso) sia sotto forma di zuppa che di condimento per cereali.
Sono da evitare invece il pompelmo che agisce a livello epatico sull’efficacia della chemioterapia, così pure l’aglio. E poi il grano, orzo, segale, avena e farro perché alcune infiammazioni intestinali (le enteriti) generate da farmaci potrebbero causare una intolleranza al glutine; fibre di cereali, specie se indurite dalla cottura al forno (pane integrale e pizza, alimenti grezzi) che possono causare irritazioni meccaniche; proteine animali (carne rossa e conservata) per la produzione di eventuali sostanze tossiche per la mucosa dell’intestino; il latte possibile fattore scatenante di diarree; zucchero e farine molto raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, come patate e mais, dolci di pasticceria e dolcificanti con malti.
Articolo di Francesca Morelli

