Omeoimprese…replica
In funzione del dibattito, di queste ultime settimane, circa la discussa efficacia dell’omeopatia, riteniamo utile informare della posizione di Omeoimprese, riportando integralmente un articolo apparso su Farmacista33, lo scorso 29 Ottobre:
Le dichiarazioni circolate in questi giorni sui mass-media nazionali danneggiano l’industria dell’omeopatia e alimentano una polemica che va ben oltre questo settore. È questa la posizione espressa dal Giovanni Gorga Presidente di Omeoimprese. «Come Omeoimprese – continua il Presidente – riteniamo che le affermazioni espresse a livello mediatico in questi giorni siano incomprensibili e inaccettabili. Non si può richiedere una “legge contro l’omeopatia” o sostenere che “l’omeopatia non è una cura”. Si tratta di dichiarazioni lesive e offensive oltre che per la classe medica anche per le Istituzioni, e non tengono conto dei principi sanciti dalla Carta Costituzionale quali il principio di libertà personale e quello di libera scelta dei trattamenti sanitari cui sottoporsi».
«In Italia» puntualizza Gorga «11 milioni di italiani ricorrono alle Medicine non convenzionali. I nostri prodotti sono classificati come medicinali dalla Direttiva Europea sul farmaco e autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco. In Italia le prime norme sulla regolamentazione risalgono al 1993 con il recepimento della direttiva 92/73. L’omeopatia è riconosciuta nella maggior parte dei Paesi dell’UE e, in alcuni casi, è addirittura dispensata dal Servizio Sanitario Nazionale. Le nostre aziende sottostanno ai controlli sulla qualità e sulla produzione a cui tutte le case farmaceutiche si sottopongono periodicamente. Come sottolineato in questi giorni da alcune Associazioni Mediche di settore, le Medicine non convenzionali sono classificate come pratica medica dalla Fnomceo – Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, sono oggetto di linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Nel nostro Paese il Parlamento, la Conferenza Stato-Regioni, numerose ASL, Ospedali e Università considerano la disciplina omeopatica e altre forme di medicina complementare un argomento su cui dibattere e confrontarsi in modo costruttivo. Migliaia di medici prescrivono ogni giorno medicine non convenzionali (che peraltro non gravano sulla spesa sanitaria): in scienza e coscienza decidono liberamente di utilizzare terapie e discipline che sono utilizzate in altri Paesi senza che gli operatori sanitari vengano discriminati in modo pregiudizievole. Queste soluzioni terapeutiche non solo vengono impiegate quotidianamente da milioni di italiani, ma sono prescritte da 20.000 medici iscritti agli Ordini».
(Fonte: Farmacista33)
Francesca Morelli

