Problemi di ipogonadismo
Domanda di Renato
Buongiorno,
ho 56 anni e mi è stato diagnosticato un principio di ipogonadismo in età tardiva. La soluzione prospettata è assumere testosterone endogeno, ma io spero di poter risolvere con l’omeopatia di cui sono un sostenitore (la uso dal 1986), anche i livelli di gh sono bassi e i livelli lipidici border line (colesterolo 200 mg/ trigliceridi 220).
Cosa potete consigliarmi? Conosco il Testis compositum, il Testis suis injeel e il testosterone in granuli, 4ch.
Buongiorno Renato,
la sintesi degli ormoni sessuali risente di moltissimi fattori: la costituzione originaria, lo stress psico-emozionale-fisico, l’uso di farmaci, l’assorbimento di inquinanti vari come ftalati, metalli pesanti e così via, il metabolismo con le varie vie biosintetiche a monte del testosterone stesso, l’eventuale indebolimento testicolare per radiazioni elettromagnetiche o calore eccessivo loco-regionale, l’improprio uso della forza sessuale, lo scarso nutrimento per errata introduzione dei principi alimentari o difettoso assorbimento o ridotta biodisponibilità molecolare cellulare, l’abuso di vino e altri alcolici, la presenza di disturbi neuro-vegetativi o circolatori distrettuali.
Il tessuto riproduttivo è la sintesi di tutte le funzioni dell’unità psico-emozionale-fisica ed esprime chi siamo a livello profondamente cellulare.
In attesa di un’adeguata valutazione di tutte le possibili interferenze insorte nel corso degli anni, può consultarsi col suo medico omeopata di fiducia sulla possibile introduzione di curcuma longa, rizoma, ricca di curcumina, potenziata da pepe nero, in piperina, per esempio sotto forma di compresse, una durante i due pasti principali, qualora non assuma terapie particolari o abbia problematiche gravi della colecisti e vie biliari o allergie ai componenti dei rimedi, insieme a Lycopodium clavatum gocce 30 L/M tre gocce a giorni alterni, di mattina, lontano dai pasti, e un complesso di minerali oligoelementi, attivatori enzimatici, un misurino due volte al giorno lontano dai pasti, per via sublinguale, tutto per un tempo medio di tre mesi con pausa settimanale, al fine riattivare la complessità del sistema che sostiene l’attività ormonale sessuale.
Fondamentali sono inoltre uno stile di vita con adeguato riposo, modulazione emozionale e ottimale interazione sociale e una corretta alimentazione, specificatamente individuata.
Cordiali saluti,
dr.ssa Caterina Origlia

