Screening precoce della dislessia: progetto pilota in due regioni
Uno studio longitudinale sulla popolazione della scuola dell’infanzia in due Regioni, Lombardia e Friuli Venezia Giulia (nelle province e nei comuni di Lecco e Udine), consentirà di identificare i i bambini a rischio di sviluppare disturbi del linguaggio e future forme di dislessia attraverso strumenti di screening scientificamente già validati e adattati al contesto linguistico italiano. È previsto il reclutamento di campione di 1000 bambini di 36 mesi a cui verrà sottoposto il test di screening Language Development Survey (sviluppato dalla professoressa Leslie Rescorla del Bryn Mawr College in Pennsylvania), una chek-list somministrata direttamente ai genitori e opportunamente adattata e tarata per la popolazione italiana dai ricercatori dell’IRCCS Medea in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e direttamente in accordo con la prof.ssa Rescorla, che ha seguito l’evoluzione dei lavori su una ampia fascia di bambini. I bambini normalmente imparano a parlare rapidamente e senza difficoltà tramite esposizione al linguaggio adulto; tuttavia per alcuni di loro questo processo di sviluppo non è così facile: nel 10-20% di bambini di 2 anni è stato riscontrato un ritardo nel linguaggio in assenza di condizioni patologiche cliniche. Questa condizione (Late Talker) rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo di un successivo Disturbo specifico di Linguaggio, che è presente nel 5% – 8% della popolazione scolastica e che, spesso sottovalutato, si accompagna al successivo sviluppo di difficoltà di apprendimento scolastico (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia). Proprio in un’ottica di prevenzione, l’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia ha avviato il progetto “Communication Disorders: reducing health inequalities”, approvato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del Ministero della Salute.

