Sole amico… senza inganni e tradimenti
Quale stagione migliore se non quella estiva per riscaldare la propria pelle sotto il sole? E non solo per l’abbronzatura. Le cellule della pelle producono la benefica Vitamina D, indispensabile non solo per le ossa, ma vero e proprio pro ormone immunomodulante, grazie a una reazione fotochimica indotta dai raggi solari. Questi ultimi sono composti da 4 tipi di radiazioni: raggi UVA, UVB, UVC, IR (infrarossi) denominati in funzione della loro lunghezza d’onda. I raggi UVB, i più corti, responsabili di arrossamenti ed eritemi già nei primi minuti di esposizione, possono aumentare il rischio di scottature. I raggi UVA, un po’ più lunghi, sono più subdoli, arrivano in profondità e possono generare danni profondi, anche nel tempo, oltre a essere responsabili di fotoinvecchiamento, macchie e rughe.
Abbronzarsi significa proteggersi naturalmente dal sole grazie a una reazione biochimica per cui le cellule della pelle riescono a produrre una sostanza chiamata melanina, schermo naturale alle radiazioni solari. Ogni individuo ha una propria sensibilità differente rispetto alle radiazioni solari e alla produzione di melanina: questa diversa capacità di risposta al sole viene chiamata fototipo. Nella stagione estiva anche il sole di città può produrre effetti nocivi sulle pelli più sensibili, è quindi buona abitudine utilizzare una crema viso giorno con filtri (ne esistono da SPF15 a SPF20), maquillage con filtro (SPF15, SPF30, SPF50) e su braccia e gambe scoperte provvedere a una protezione solare scelta in base al proprio fototipo. Purtroppo i naturali filtri di cui l’atmosfera era dotata sono stati deteriorati sempre di più e i raggi solari arrivano a colpire la terra e la nostra pelle in modo più intenso: ecco perché è necessario utilizzare sempre creme con filtro.
La gamma di filtri in commercio per ogni azienda prevede SPF6, SPF10, SPF15, SPF30, SPF50+. In genere in una crema il numero del filtro segnala il tempo di esposizione al sole che assicura un’esposizione senza rischi di scottature per il proprio fototipo. Esempio: un filtro SPF15, per un soggetto che si arrossa dopo 10 minuti di esposizione solare, assicura un tempo medio di 150 minuti (15 x 10 min) di esposizione senza rischi di scottature. Lo stesso filtro SPF15 per un soggetto che si arrossa dopo 20 minuti di esposizione al sole assicura un tempo medio di 300 minuti (15 x 20 min) di esposizione senza rischi di scottature. È bene sapere che un filtro SPF10 blocca l’85% degli UVB, un filtro SPF15 blocca il 95% degli UVB, un filtro più alto dal 30 in su, non filtra molto di più ma prolunga il tempo di esposizione. Se la crema è composta non solo da filtri chimici ma anche da quelli fisici quali titanio biossido e zinco ossido, allora la protezione è aumentata e risulta totale per il fatto che questi filtri funzionano come tanti piccoli specchietti riflettenti sulla pelle.
E se nonostante tutte le precauzioni si presenta arrossamento e scottatura? Non resta che utilizzare un detergente delicato quale una base lavante priva di tensioattivi, acqua fresca (non ghiacciata) e un doposole idratante e rinfrescante. Se dovesse subentrare un eritema, è bene ricorrere a una crema a base di Calendula, Cardiospermum ed Echinacea. Un’altra accortezza è utilizzare almeno un mese prima l’esposizione solare integratori a base di betacarotene, Vitamina E, precursori di melanina e adottare un’alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione colorata di giallo-rosso-arancio. Dopodiché… buon sole!
Silvia Buscaglia
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