Trauma e disturbi specifici dell’apprendimento
Elena Simonetta
TRAUMA E DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO
Armando Editore, Roma, 2012
pp 192
euro 18,00
La disgnosia, termine coniato dall’autrice, fa parte dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), può essere definita un “fenomeno” di grande impatto sociale. Accanto ai disturbi specifici della lettura, della comprensione del testo, della scrittura e del calcolo, che interessano circa l’8% della popolazione scolastica, si ritrova un ulteriore 20% di alunni che presentano difficoltà motorie, psicologiche e relazionali. D’altra parte la disgnosia, se non affrontata correttamente, può portare a gravi disturbi del comportamento in età adulta, quali il disturbo antisociale di personalità, che hanno un grande impatto nella vita sociale e professionale dell’individuo.
Oggi, continua ad esistere la convinzione che tutti i DSA abbiano una base neurologica, causata da fattori genetici, che determinano delle alterazioni funzionali o strutturali in alcune porzioni del cervello. Invece, le ricerche e l’esperienza acquisita in anni di professione hanno permesso alla dott.ssa Elena Simonetta di formulare l’ipotesi dell’esistenza di una causa non fisiologica, ma collegata alla presenza di un trauma di tipo psicologico. Questo trauma relativo all’attaccamento, avvenuto nei primi anni di vita, deriva dal mancato distacco, o da un distacco traumatico, del bambino dai genitori e si manifesta poi, in età scolare, con la difficoltà ad apprendere, come modalità per attirare l’attenzione su di sé.
Per formulare la sua teoria, esposta nel libro, la dott.ssa Elena Simonetta si è basata sulle teorie cognitivo-evoluzionistiche e, in particolare, sui fattori emotivi legati all’attaccamento, e alle strategie controllanti. Infatti, il bambino ha bisogno di staccarsi dalle proprie figure di riferimento per trovare il proprio sé e, così facendo, integrare le funzioni del corpo con le funzioni della mente, per affrontare i disagi e gli input provenienti dal mondo esterno. Se questo non avviene, il bambino mette in atto una “difesa” dalla sofferenza, negando la mente e facendo sì che tutto il peso del disagio e degli stimoli provenienti dall’ambiente vengano sopportati solo dal corpo, manifestando questo processo interiore con grandi problematiche psicomotorie.
Articolo di Redazione Omeopatia Salute – Omeopatiasalute.it


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