Un disegno di legge per le medicine alternative
Saranno mesi caldi, i prossimi, per l’omeopatia. Almeno fino a settembre quando, in Senato, dovrebbe essere presa una decisione in merito a una nuova legge per le medicine alternative. Fra queste la medicina cinese, l’agopuntura e l’omeopatia, appunto, che sarebbero oggetto di cinque distinti disegni di legge parlamentari depositati in Commissione Igiene e Sanità. Per giungere alla resa dei conti e arrivare a stilare un testo unico che le comprenda tutte, nei giorni scorsi la Commissione ha deciso di costituire un comitato ristretto, con possibili audizioni formali utili ai fini dell’istruttoria legislativa. Senza discriminare le altre medicine complementari, ci preme evidenziare le sorti (gli sviluppi e i cambiamenti) della medicina omeopatica che potrebbero essere riassunti di alcuni punti chiave:
1. Il riconoscimento della medicina omeopatica, per il cui esercizio si prevedrebbe l’istituzione di appositi registri di esperti presso gli ordini provinciali dei medici, degli odontoiatri, dei farmacisti e dei veterinari.
2. La tutela di medici, ma soprattutto dei pazienti, per merito della strutturazione di una Commissione permanente che disciplini la medicina omeopatica, assolvendo anche al compito di promuovere la corretta divulgazione in materia e l’attività di ricerca e/o scientifica.
3. La formazione di medici super-specialisti, grazie ad una più accurata educazione post-laurea ed il rilascio di un certificato che ne attesta e accredita l’expertise.
4. La firma di un consenso informato. Come la medicina tradizionale, anche l’omeopatia dovrà rendere edotto il paziente che decide di curarsi con questa pratica sulla diagnosi, lo scopo e la natura del trattamento proposto, dei benefici, rischi prospettati e/o dei possibili effetti collaterali delle terapie e richiederne autorizzazione all’avvio alle cure con una firma nero su bianco.
5. L’offerta al cittadino di pari opportunità nella scelta di cure omeopatiche ed il conseguente riconoscimento e l’immissione in commercio di farmaci mirati.
Oltre a questi, le proposte di legge prevedono anche alcuni aspetti meno interessanti per il paziente perché non strettamente correlati alla terapia, ma ugualmente utili alla disciplina. Se la legge verrà approvata potrebbe essere possibile anche l’accreditamento delle associazioni, società scientifiche ed enti privati di formazione ai fini di una migliore e più capillare diffusione della medicina omeopatica e per lo Stato e le regioni di procedere all’individuazione di nuove discipline complementari.
Francesca Morelli
Articolo di Francesca Morelli – Omeopatiasalute.it
Pubblicato il 25-10-2013
