Un integratore efficace contro l’ipertensione
Aglio, Biancospino e Vischio sono tre principi dotati di azione sinergica su tutte le componenti della prevenzione vascolare e metabolica, determinando riduzione dei livelli pressori attraverso una vasodilatazione e una attività sul sistema nervoso autonomo, una riduzione dei livelli lipidici, una riduzione dei livelli di ansia e, cosa particolarmente importante, una riduzione dei fenomeni infiammatori che sono alla base dell’innesco e della progressione dei fenomeni arteriosclerotici.
“Per questa ragione l’integratore alimentare che li raggruppa trova la sua migliore indicazione in soggetti adulti o anziani con ipertensione e predisposizione o tendenza alla sindrome metabolica, caratterizzata dall’associazione di obesità, iperglicemia e dislipidemia, con un livello di rischio vascolare basso o moderato” afferma il dottor Renato Masala, medico chirurgo specialista in endocrinologia e medicina interna e direttore dell’UOSD di Geriatria dell’ospedale di Latina. “In più questo preparato, formulato in capsule molli, potrebbe essere affiancato ai farmaci tradizionali (antipertensivi e ipolipemizzanti), nel caso in cui fosse necessario ottenere un maggior controllo di alcuni parametri (pressione arteriosa, colesterolemia, trigliceridemia) oppure non fosse possibile raggiungere il dosaggio ottimale per la comparsa di effetti indesiderati”.
Le linee guida delle società scientifiche e gli indirizzi delle agenzie regolatorie (come l’AIFA in Italia) prevedono l’intervento farmacologico nella prevenzione primaria degli eventi vascolari solo in soggetti riconosciuti come ad “alto rischio” o in quelli che hanno già subito eventi cardiovascolari; lo stesso non vale per i soggetti in cui si configura un rischio medio-basso che vengono collocati in una sorto di area grigia, con l’unico consiglio di modificare in senso positivo lo stile di vita. Proprio questi ultimi, che spesso si trovano in fascia d’età più giovane, sono però quelli in cui la prevenzione potrebbe dare i migliori risultati nel lungo termine e al tempo stesso i più restii al cambiamento dello stile alimentare e di vita e all’assunzione dei farmaci tradizionali e sono perciò candidati a un approccio di integrazione alimentare.
dott. Piercarlo Salari

