Vaccini sì, vaccini no
Mai come in questo periodo se ne sente parlare così tanto: notizie allarmanti di percentuali sempre più alte di bambini non vaccinati, notizie di medici anti-vaccino che saranno cancellati dall’albo o sanzionati e di bambini accettati a scuola solo con il certificato vaccinale in linea con tutti gli obbligatori.
Ma quando nasce il vaccino? Il suo antenato è la “variolazione”, tecnica antica e diffusa nel mondo arabo, cinese e indiano nel X-XI secolo: si prelevava del materiale infetto da malati di vaiolo non gravi e lo si inoculava in un soggetto sano attraverso una lesione cutanea superficiale. La pratica non era esente da rischi, in quanto poteva innescare la patologia.
Il primo vero vaccino lo si ha con Edward Jenner, agli inizi dell’Ottocento. L’osservazione da cui parte è questa: le mungitrici del latte bovino, una volta contratto il vaiolo bovino – una forma più lieve della forma umana –, non contraevano più vaiolo umano. Così decide di utilizzare una lesione di questo vaiolo bovino inoculandola in un bimbo di 8 anni. Ed ecco nascere il vaccino.
Molti passi avanti sono stati fatti da allora e si sono prodotti vaccini con tecniche differenti. Esistono vaccini a base di ana-tossine (tossine estratte da batteri patogeni ma inattivate), vaccini a base di agenti patogeni attenuati o inattivati, vaccini con porzioni virali assemblati in laboratorio con tecniche DNA.
Il rischio di effetti collaterali è pari a quello di ogni singolo farmaco ed eccipiente: componenti biologiche personali e soggettive, componenti tossicologiche quali sostanze disinfettanti (Sali di mercurio, formaldeidi, antibiotici) e adiuvanti (Sali di alluminio, emulsioni oleose), residui di preparazione, terreni di coltura, fattori di crescita, sostanze inquinanti, vibrioni e parti di DNA. Come ogni farmaco il vaccino deve essere gestito e argomentato in sede medica, senza prendere iniziative personali.
Il calendario vaccinale è consultabile in modo chiaro sul sito del Ministero della Salute, con la tipologia di vaccino per fascia di età.
In campo omeopatico esistono vaccinazioni per la prevenzione e la cura degli stati influenzali o del raffreddamento, come ad esempio l’Influenzinum: composto da vaccino allopatico stagionale diluito e dinamizzato alla 200ch, viene assunto per uno schema prefissato di un tubo dose ogni 2 settimane da settembre/ottobre sino a marzo/aprile in funzione dell’andamento stagionale influenzale.
In modo molto simile ad alcuni allopatici che esplicano attivazione sulle difese immunitarie specifiche contro infezioni batteriche, formati da lisati batterici resi inoffensivi, esistono anche degli omeopatici complessi formati da Staphylococcinum, Streptococcinum, Branhamella catarrhalis, Griepvaccin, Klebsiella pneumoniae, Micrococcus tetragenes, tutto alla 200k.

