Anche in città, fare sport all’aria aperta fa bene
Con la bella stagione aumenta la voglia di sport all’aria aperta, ma se si vive in grandi città, in cui i tassi di inquinamento possono raggiungere livelli anche molto elevati, come mantenersi attivi? È più salutare praticare attività fisica in palestra o fare running nelle aree verdi? Sembrano non esserci dubbi: fra le due opportunità, è meglio comunque correre in mezzo al traffico. La notizia sembra paradossale, ma è quanto invece afferma uno studio dell’Università di Copenaghen,condotto da Zorana Jovanovic Andersen, e pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives.
Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno coinvolto nella loro indagine oltre 52 mila persone tra i 50 e i 65 anni, residenti in due centri urbani trafficati, monitorandone le abitudini sportive e le modalità con cui l’attività fisica veniva praticata, ma anche i mezzi di trasporto con i quali gli ‘indagati’ si recavano al lavoro – ad esempio in auto, bici, autobus a piedi – e le relative percentuali di esposizione a fattori inquinanti. Con un unico scopo: capire se gli agenti tossici contenuti nell’aria trafficata, potessero influire sull’eventualità di mortalità più precoce.
L’esito della ricerca non consente fraintendimenti: «Chi conduceva uno stile di vita più attivo – ha precisato la ricercatrice – mostrava all’incirca il 20% di rischio in meno di andare incontro a morte prematura rispetto ai sedentari. Relazione che è risultata valida anche nel caso in cui lo sport veniva praticato in aree urbane all’aperto e trafficate, quindi a ‘contatto’ non un’aria non ossigenata».
In buona sostanza? Secondo lo studio danese, inquinamento e traffico non devono essere visti come un fattore limitante o un ostacolo all’attività fisica. Non ci sono perciò più scuse all’indefessa pigrizia; dunque anche di buon mattino, gambe in spalla e …correre!.
Francesca Morelli

