Celiachia: nuove regole per i cibi senza glutine
Novità in arrivo per la commercializzazione degli alimenti per diete particolari, soprattutto per i cibi senza glutine, indispensabili nei soggetti affetti da celiachia. Il Parlamento Europeo ha, infatti, deliberato un nuovo regolamento sulla etichettatura degli alimenti per fini speciali, modificando la prima impostazione legislativa ispirata a un’eccessiva semplificazione che sottovalutava però la tutela della salute e la protezione di una categoria di pazienti, come quella dei celiaci.
Inizialmente, infatti, il primo progetto prevedeva l’equiparazione dei prodotti senza glutine agli alimenti di uso corrente, comportando tra l’altro l’impossibilità del rimborso di questi prodotti da parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Questo rappresentava un notevole e sostanziale arretramento nella tutela delle persone affette da celiachia.
Oggi, invece, sono state invece accolte le osservazioni del Senato italiano che avevano contestato la mancata conformità del progetto inizialmente presentato dalla Commissione Europea al principio di sussidiarietà che sta alla base della tutela dei gruppi più fragili della popolazione.
Si tratta indubbiamente – come ha fatto rilevare il Sen. D’Ambrosio Lettieri – di un prestigioso successo del Parlamento Italiano sul fronte della sicurezza alimentare e del diritto alla salute.
La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine riconosciuta in Italia come “malattia sociale” poiché interessa circa l’1% della popolazione. L’unico trattamento è costituito da un’alimentazione priva del tutto di glutine, che comprenda cibi espressamente dichiarati “senza glutine”. Grazie al nuovo regolamento approvato in sede europea, ispirato e sostenuto dal Senato italiano, anche in futuro i prodotti per celiaci, sostitutivi degli alimenti con glutine (pane, pasta, prodotti da forno, pizza, dolci, ecc.) dovranno essere considerati prodotti dietetici, così da garantire la totale sicurezza per il consumatore celiaco.

