Un po’ di ‘fermentato’ ripristina il benessere dell’intestino
Dopo gli eccessi mangerecci delle feste natalizie e di fine/inizio d’anno, una delle domande più ricorrenti è come ridare benessere all’intestino. Ovvero al microbiota, più comunemente noto come flora intestinale, il quale è composto da oltre centomila miliardi di batteri che hanno il ruolo di preservare il benessere dell’intestino e dell’organismo potenziando le sue difese immunitarie. È, dunque, fondamentale mantenerli in salute, che può essere minacciata da diversi fattori.
Ad esempio la cattiva alimentazione che può alterarne il buon equilibrio. Allora cosa fare se a tavola si è trasgredito? Occorre includere nella dieta alcuni cibi fermentati come lo yogurt, i formaggi stagionati tra cui gorgonzola e provolone, ma anche cibi particolari (non della tradizione italiana) come i noodles e il tempeh, un alimento ricavato dai semi di soia gialla, molto popolare in Indonesia e in altre nazioni del sud-est asiatico, e fra le bevande il vino rosso o la birra, consumati però con moderazione, come ogni altra sostanza alcoolica.
«I cibi fermentati – spiega il dottor Andrea Pezzana, medico e docente di Scienze Gastronomiche all’Università degli Studi di Torino – non solo hanno un alto valore nutrizionale ma svolgono anche una azione depurativa e disinfettante per l’organismo. Tra le varie proprietà poi, favoriscono la digestione e contribuiscono a prevenire alcune malattie infiammatorie». Proprietà che sono poco conosciute, ma che hanno fatto entrate a buon diritto questa categoria di alimenti in ‘famose’ diete, dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, come quella mediterranea, messicana e giapponese washoku.
Francesca Morelli

