Ritardatari si nasce…
Non è maleducazione, un vizio o disattenzione: arrivare abitualmente con pochi o tanti minuti di ritardo ad un appuntamento, di qualsiasi natura esso sia, potrebbe essere una vera e propria malattia. Particolare, insolita ma esistente: si chiama ‘chronical lateness’ (ritardo cronico) e a scoprirla è stato un gruppo di ricercatori del Ninewells Hospital di Dundee. Il disturbo pare colpire la stessa area del cervello che coinvolge quello di attenzione e iperattività (ADHD), con una condivisione di componenti genetiche e ambientali che causano letargia, movimenti lenti e confusione mentale al punto da ritardare le azioni in modo patologico. Con la conseguenza che la persona che ne è affetta è ingannata sui reali tempi necessari per recarsi ‘puntualmente’ in un luogo e su quelli utili a svolgere tutte le azioni o preparativi che ne fanno da preludio. «Come ogni altra malattia – spiegano i ricercatori – anche il ‘ritardo ‘patologico’ merita la stessa attenzione e comprensione di disturbi più comuni e diffusi che minano la salute».
È lecito chiedersi, dunque, se il ‘ritardatario cronico’ non arriverà mai ai suoi appuntamenti programmati allo scoccare del minuto. Una soluzione c’è: partire con un lungo, anzi lunghissimo, anticipo sui tempi organizzativi. D’altro canto è il metodo che ha adottato anche Mr Jim Dunbar, l’uomo scozzese cui è stata diagnosticata questa sindrome e che, con essa, ha imparato a convivere preparandosi ai suoi importanti impegni quotidiani, 11 ore prima rispetto alla tabella di marcia!

