Riequilibrare l’organismo dalle disfunzioni con gli oligoelementi
Domanda di Barbara
Carissimi dottori,
ho 54 anni e lavoro presso il Laboratorio Analisi Ospedale San Martino di Genova. Sono in menopausa da ben 7 anni e mi farebbe molto piacere sapere a quale categoria corrispondo, considerando che ho colesterolo alto, stenosi carotidea, pressione alta, allergie alimentari e inalanti, tiroide autoimmune, brutta osteoporosi femore e osteopenia alla spina dorsale con dolori atroci. Chiaramente sono seguita da medici e assumo farmaci. Sto per sottopormi a risonanza femore bilaterale perché mi vengano prescritti altri farmaci mirati.
Volevo avere un vostro parere sulle mie condizioni e sui possibili rimedi.
Gentilissima,
l’elenco delle problematiche, relative alle condizioni di salute, è l’effetto di disfunzioni più profonde, succedutesi nel tempo e collegate tra di loro: è come uno scontrino di cassa che non può descrivere completamente le caratteristiche dei prodotti acquistati.
L’organismo è un’unica entità, con un unico linguaggio centrale: quello che viene indicato come “Attrattore”. È la legge essenziale della nostra fisiologia ed anatomia. Ogni organismo ha un suo “Attrattore”. Ogni volta che l’attenzione viene spostata dal nostro “Attrattore” ad altri “Attrattori”, antenne radio diverse, generanti confusione e malessere, il linguaggio non è più comprensibile neanche per lo stesso l’organismo. Accade, forse, per caso, che una tiroide non funzioni più, che un osso riduca la sua massa in una condizione di osteoporosi, che il colesterolo aumenti e si depositi in placche vascolari o che compaia una manifestazione allergica o ipertensiva?
Perché? Cosa hanno in comune i prodotti dello scontrino di cassa? Cosa ha cominciato a non andar bene all’organismo? Forse un carico di tossine? O un’inadeguata introduzione di alimenti non appropriati? O una riduzione della capacità digestiva gastrica? O un’accelerazione dei ritmi giornalieri con acidosi tissutale, stress ossidativo e invecchiamento cellulare? O eventi psichici con risentimento somatico?
Il percorso alla scoperta della ramificazione dello strano decadimento dell’organismo, e delle radici di tale crollo, comportano un esame a ritroso, con l’aiuto di una diagnostica basata sull’individuazione di sintomi e segni, nonché di esami di laboratorio e strumentali, con una visione integrata, nello spazio fisico del corpo e nel tempo degli anni trascorsi.
Una valutazione diretta potrebbe senz’altro individuare la sequenza degli eventi e consentire di programmare un corretto iter diagnostico e terapeutico.
Nel frattempo, che fare? Può riappropriarsi di cibi originali, idonei al suo organismo, in quantità adeguata al suo fabbisogno. Liberare gli spazi tra i tre pasti principali inserendovi tisane idratanti. E, se non è allergica ai salicilati, può per un ciclo di 2-3 mesi, ripulire gli organi intossicati con un drenante a base di Regina dei prati, Ribes nero, Carciofo, Tiglio selvatico, un misurino in 250 cc di acqua da bere, due volte al giorno lontano dai pasti, e riattivare i sistemi enzimatici cellulari con un pool a base oligoelementi (gluconato di ferro, cloruro di zinco e di cromo, solfato di manganese e di rame, molibdato e selenito di sodio) e acqua marina, un misurino al mattino lontano dai pasti, per via sub-linguale.
dott.ssa Caterina Origlia

