Metti un po’ di magnesio nella dieta…
… ovvero aumenta il consumo di noci, di alcune verdure a foglia verde in particolare di spinaci crudi o cotti, di pesce e carne. Non meno preziosi e importanti sono i legumi, i semi di zucca e di sesamo, le banane, il riso e i cereali integrali: tutti alimenti che contengono quantità più o meno abbondanti di magnesio. Un minerale che si sarebbe dimostrato efficace nella protezione del cuore, soprattutto delle coronarie, prevenendo anche ictus e diabete. Sono i risultati di un vasto studio cinese, della Zhejiang University e della Zhengzhou University, pubblicata sulla rivista BMC Medicine, che ha preso in considerazione oltre 40 ricerche già attuate sulla relazione magnesio-cuore e che ha coinvolto un totale di oltre un milione di persone di nove Paesi.
Tutti i partecipanti sono stati invitati a consumare una dieta, appositamente studiata, contenente percentuali differenti di magnesio, evidenziando in un periodo di follow-up compreso fra 4 e 30 anni, una riduzione del 10% del rischio di incorrere in malattie delle coronarie, del 12% di ictus e del 26% di diabete di tipo 2 in caso di dieta in cui erano presenti le maggiori quantità di minerale. Ma non solo: un apporto di magnesio aumentato di 100 mg al giorno, sembrerebbe in grado di abbassare addirittura al 7% il rischio per ictus e al 19% per diabete di tipo 2.
Quali sono le soglie di consumo ottimali di magnesio? 300 milligrammi al giorno per gli uomini e 270 milligrammi per le donne, dicono gli esperti e le linee guida nutrizionali, ma il consumo quotidiano raggiunto si stima ben al di sotto di queste ‘sane’ quantità. «La carenza di magnesio – precisa Fudi Wang, primo autore dello studio – interesserebbe tra il 2,5% e il 15% della popolazione generale. In considerazione dei risultati sensibili ottenuti, il nostro obiettivo, e della ricerca, è anche informare i responsabili pubblici e politici dell’impatto che la carenza di magnesio può avere sulla salute e sensibilizzare al rispetto del consumo delle quantità raccomandate per contenere anche attraverso l’alimentazione, il rischio di problematiche cardiovascolari e patologie ad esse associate».
Francesca Morelli

