Più riposo per i bambini italiani
I bambini italiani dormono poco, male o in modo agitato: il 50% riposa meno delle 9-10 ore necessarie, raccomandate dalle linee guida mondiali sul sonno; quasi il 10% fatica ad addormentarsi per stati di ansia o nervosismo; oltre il 7% ha risvegli notturni, anche molteplici, e più del 31% non vorrebbe mai andare a letto. Lo ha rivelato una indagine realizzata da alcune fra le principali Asl direzionali e Associazioni specializzate in tema di sonno e buon riposo con sede nella capitale, condotta per la prima volta su un campione di studenti della terza elementare – 365 ragazzine e 356 ragazzi di otto anni – del territorio romano, rappresentativi della situazione nazionale. I risultati dell’indagine sono stati presentati in occasione di un recente congresso romano “Il sonno non solo riposo, ma funzione essenziale per la salute e la qualità della vita”.
Titolo educativo, ma evocativo di una realtà sonno ben differente nei bambini italiani, il cui riposo pare anche tormentato da disturbi respiratori quali russamento (17%), respirazione non ottimale (9,6%) e apnee notturne (<5%), talvolta imputabili a sovrappeso (16%) o obesità (11%). È infatti ormai dimostrata la stretta relazione di causa/effetto fra peso oltre misura e scarsa qualità del dormire.
Cattivo risposo, per i bambini italiani, significa anche difficoltà a svegliarsi (26,1%) o stato di affaticamento (15,2%) ancora prima di cominciare la giornata di studio, con possibili ripercussioni su comportamenti e rendimento scolastico. «I disturbi di apprendimento, ma anche iperattività e bullismo – commenta il Professor Oliviero Bruni, Presidente Mondiale della Medicina del Sonno Pediatrica – possono avere come concausa e/o fattore favorente proprio la deprivazione di sonno, riferibile non a una singola notte in cui il bambino ha dormito poco o male, ma a tutte le notti in cui il bambino accumula un debito di riposo. Questo determina un generale ‘malfunzionamento’ che si ripercuote sia sulle performance scolastiche sia sulla qualità di vita di piccoli e genitori». Studi scientifici hanno infatti dimostrato che i problemi respiratori durante il sonno, spesso presenti nella popolazione pediatrica, possono essere responsabili di deficit cognitivi e/o neuro-comportamentali e di problemi di salute generale, quali i disturbi cardiovascolari, specie se associati a obesità o sovrappeso. «Condizione, quest’ultima- commentano gli esperti con qualche preoccupazione – che interessa all’incirca il 15-20% dei bambini».
Come favorire il ‘buon’ sonno? La prima indicazione, raccomandano gli specialisti, è di anticipare l’orario di addormentamento: ovvero mettendo o mandando a letto i bambini non oltre le 22.
Francesca Morelli

