Broncospasmo con difficoltà respiratorie in età pediatrica
Domanda di Paola1978
Buongiorno, mia figlia di 7 anni un paio di mesi fa ha avuto broncospasmo con difficoltà respiratorie, per il quale la pediatra mi ha prescritto il Broncovaleas via aereosol, e bronchite, per la quale mi è stato prescritto Augumentin antibiotico, che ho sospeso dopo tre giorni, in quanto dosaggi e durata della somministrazione mi sembravano eccessivi dato che la situazione era migliorata con il solo uso del Broncovaleas. Premetto che mia figlia è allergica alla polvere di casa e alle graminacee. Ieri sono stata dalla pediatra per un certificato medico sportivo e, auscultando mia figlia, ha trovato la presenza di un fischio: mi ha quindi consigliato di somministrarle nuovamente il Broncovaleas. Ha qualche accesso di tosse, si sente che è catarrosa, ma nulla più. In questo periodo ho fatto massaggi al petto con oli di Timo, Eucalipto e Menta piperita, Ribes nigrum gemmoderivato 30 gocce per 2 volte al giorno e ogni giorno prende ascorbato di sodio. Un’amica mi ha indicato il rame omeopatico e Aerobiotic GSE.
Mi può dire se possono aiutare anziché usare il Broncovaleas? Se la pediatra mi dovesse prescrivere l’antibiotico, posso usare il Notakehl D5 in alternativa per la bronchite o comunque per le situazioni di tosse, febbre legate a bronchite e broncospasmo?
Ringrazio e saluto cordialmente
Gentile Signora,
l’asma bronchiale, cioè la manifestazione bronchiale dell’allergia all’acaro della polvere, va affrontata con la massima precisione, per non creare danni permanenti alle vie aeree dovuti al rimodellamento in senso costrittivo e a perdita di elasticità delle stesse, da infiammazione cronica. Quindi prima di tutto è assolutamente doveroso, a 7 anni, fare il punto della situazione, facendo fare alla bimba le prove di funzionalità respiratoria (tipo spirometria) che qualunque buon centro pubblico di Allergologia pediatrica è in grado di eseguire. Solo dal risultato di queste prove, e visti i risultati dei test allergologici prick, potrà sapere se la bambina ha una modesta iperreattività delle vie aeree in grado di essere modulata con semplici rimedi, o una vera broncocostrizione, eventualmente anche in stato di benessere che, come sopra detto, DEVE essere modulata con grande precisione e attenzione. Ciò premesso, nei bambini allergici non sempre l’aerosol o l’inalazione da massaggio con oli essenziali è ideale, perché se c’è iperreattività possono creare secondariamente broncospasmo (il famoso fischio…).
Conosco il GSE, che in molti bambini dà buoni risultati come trattamento in casi lievi, così come certamente va bene Ribes nigrum, ma la dose da lei usata è da adulti. Una bambina di 7 anni non DEVE assumere più di 12-14 gocce, una volta al dì in mantenimento, due volte in acuto. Se alternato a Rosa canina, come spesso accade, le dosi non cambiano. Il Cuprum (rame in diluizione omeopatica) è uno dei rimedi usati nella bronchite spastica lieve, grazie alle sue capacità antispastiche.
Un rimedio che in alternativa potrebbe provare è IMO 09, un prodotto per nebulizzazione sublinguale che contiene Viburnum lantana, un fitoterapico con azione elettiva contro il broncospasmo, associato appunto a Cuprum. Lo potrà utilizzare per somministrazioni sublinguale 2 spruzzi per tre-quattro volte al dì in caso di iperreattività delle vie aeree. Naturalmente se vi è un broncospasmo permanente, documentato da spirometria che riduce la funzionalità respiratoria, è doveroso procedere secondo il consiglio dell’Allergologo in modo da ottenere il completo controllo della sintomatologia.
Venendo al punto antibiotico: è un grave errore fare terapie antibiotiche inappropriate. Questo vale sia quando lo si somministra inutilmente, sia quando lo si usa a basse dosi (pochi giorni, poca dose). Quest’ultima modalità, è dimostrato da tantissimi studi, allopatici e non, genomici, microbiologici etc., favorisce fortemente la selezione di germi resistenti e di forme anomale che sfuggono al nostro sistema immunitario. Quindi il messaggio è: no ad antibiotici inutili, tenuto conto che nei bambini tante malattie sono virali, ma se lo si dà, si finisce, non si interrompe dopo due-tre giorni, perché altrimenti si fa peggio. L’antibiotico si dà solo se vi è una forma batterica certa, perché analisi lo dimostrano o perché vi è una localizzazione evidente (otite purulenta persistente, broncopolmonite batterica, tonsillite purulenta da streptococco).
In altri casi, il Notakehl sarà certamente utile per una decina di giorni due volte al dì. Bisogna però ricordare che la Terapia Sanum, di cui il Notakehl fa parte, dopo accurata visita da parte di uno specialista deve essere completata e darà il meglio di sé proprio nella terapia di fondo e preventiva, che le permetterà di uscire da questo via vai di malanni e di non aver più ricorrenze.
Cordiali saluti,
dott.ssa Zora Del Buono
