Cure omeopatiche per fibromialgia
Ho fibromialgia severa diagnosticata a Ferrara febbraio 2012 e, disfagia di II° grado, sia per i solidi che per i liquidi, ci possono essere cure omeopatiche che possono dare benefici? Ho grossi dolori alle braccia e alle gambe e ovunque nei vari punti Tenders points, che consiglio posso avere con il Prof. Chiriacò oppure Minelli?
Attendo riscontro in merito. Grazie.
Gentilissima Lettrice,
la sua lettera è molto chiara, forse troppo! Una diagnosi di fibromialgia severa, punti tender e forse anche trigger dolenti, una disfagia importante e, ovviamente, una richiesta di aiuto. Quello che però non è chiaro è come lei viva questi dolori, cosa siano questi dolori per lei, che emozioni le suscitino, come li affronti se non per superarli per sopravvivere. E poi la disfagia. Quali sono i cibi che assolutamente fa fatica a deglutire? Ci sono cibi o bevande particolari che le danno più problemi degli altri?
Ho una certa esperienza nel trattamento di sindromi fibromialgiche ma devo dire che la cosa che più mi stupisce è proprio il fatto che sebbene vi sia come elemento comune il dolore, non vi è un fibromialgico uguale all’altro. Ad uno il dolore migliora con pezzature di acqua calda? L’altro vuole acqua fredda. Uno sta meglio dopo il riposo notturno? L’altro attende con terrore la notte in attesa di coricarsi in un letto che gli darà solo dolori.
E questo è comprensibile perché, escluse alcune correlazioni di massima con malattie anche gravi, spesso la disfagia è un sintomo della fibromialgia ma sia l’una che l’altra, però, sono altrettanto spesso espressione di disagi ansiosi molto profondi. Disagi che fanno fatica ad emergere e che vengono tenuti in profondità e di cui i sintomi sono la parte che si mostra, muta. Come la sua lettera che ci parla dei sintomi ma non dei disagi.
Se partiamo da queste premesse si capisce, allora, che molti possono essere i rimedi utili per un quadro come il suo. Ma il simillimum? Ne azzardo uno. Quello che magari può consentirle di lasciar emergere il suo disagio senza doverlo costringere in una corazza e senza doverlo continuamente e penosamente ringoiare.
Non funziona invece un antidolorifico che anziché lasciar uscire il dolore lo cacci via. Purtroppo non tocca il disagio interiore che compresso riemerge. Dopo un po’.
Cordialmente
Emilio Minelli
