Mal di testa nei bambini? Meno gomma americana
Tuo figlio soffre di attacchi di mal di testa perdurante? Potrebbe essere (anche) colpa della gomma americana. Lo dice uno studio del Meir Medical Center dell’Università di Tel Aviv secondo cui masticare chewing-gum a lungo, potrebbe non soltanto mettere a rischio di carie la dentatura ma essere anche responsabile di dolorosi cerchi alla testa.
Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno reclutato 30 ragazzi, fra i 6 e i 19 anni, abituali masticatori di gomme. «Abbiamo suddiviso i giovani in tre gruppi – spiegano gli esperti – in relazione al tempo in cui tenevano in bocca il chewing-gum: fino a un’ora, da una a 3 ore, da 3 a 6 ore o più di 6 ore al giorno. Poi è stato chiesto loro di non consumare le gomme per un mese e di non prendere farmaci».
Risultato? Un netto miglioramento, a detta dei ragazzi, della sintomatologia dolorosa nell’80% dei casi. Infatti 19 adolescenti su 30 hanno dichiarato che la cefalea (mentre erano in astinenza da gomma) era completamente sparita e sette che le crisi erano meno intense e frequenti. Non solo: i 20 ragazzi che invece avevano ripreso a masticare le gomme per due settimane hanno dovuto ricombattere con il mal di testa. Questo studio, da solo, non è sufficiente per trarre risultati definitivi sulla correlazione cefalea-chewing-gum, ma la teoria al momento più accreditata è il legame tra i due fattori sia la masticazione. Ovvero un eccessivo sforzo dell’articolazione temporomandibolare: «L’azione prolungata su questa articolazione – concludono gli esperti – affatica la mascella e può portare all’emicrania cronica».
Resta comunque tutto da provare perché, al riguardo, esistono anche indicazione opposte. Uno studio giapponese, infatti, sostiene che masticare gomma americana renderebbe più intelligenti grazie al maggior flusso di sangue al cervello, stimolato dalla masticazione, che aumenterebbe la lucidità mentale e la capacità di controllare i movimenti del corpo. «Dai test di intelligenza che abbiamo condotto – affermano i ricercatori nipponici – abbiamo notato che i tempi di reazione agli stimoli diminuivano del 10% durante la masticazione. È possibile ritenere che essa induca ad un livello di eccitazione e attenzione maggiore, unita ad un controllo migliore del movimento che dà performance cognitive più efficienti».

