Che fare quando si soffre di colon irritabile?
Domanda di Enrica
Ho eseguito una colonscopia che ha riscontrato una lieve infiammazione all’intestino e pochi diverticoli. Vado due o tre volte al giorno in bagno, potete aiutarmi con rimedi omeopatici?
Buongiorno Enrica,
il colon è un tratto dell’apparato digerente, naturalmente silente, ma estremamente sensibile e irritabile, specie nel nostro territorio occidentale. Percepiamo la sua “voce” in condizioni di squilibrio, come per l’appunto nella “Sindrome del Colon Irritabile” (IBS in inglese da Irritable Bowel Syndrome): sintomi come gonfiore addominale, crampi intestinali, stipsi o diarrea, esprimono problematiche locali, ma anche eventuali disfunzioni presenti a monte.
Inadeguata masticazione, ridotta secrezione gastrica, sovraccarico epatico, deficit enzimatici intestinali o pancreatici, intolleranze ad alimenti, glutine, lattosio, FODMAP (Fermentable-Oligo-Di and Mono-saccharides And Polyols cioè Fermentabili-Oligo-Di e Monosaccaridi e Polioli, contenuti anche in alimenti vegetali), stati allergici, disbiosi ovvero alterazioni della naturale flora batterica intestinale, disfunzioni circolatorie o neurovegetative, somatizzazioni d’ansia, paura o depressione possono esprimersi con sintomatologia riferita al colon.
La presenza di diverticoli del colon è già indicativa di un precedente prolungato periodo di disbiosi di tipo putrefattivo, con rallentamento della peristalsi, irritazione della parete intestinale, cambiamento della pressione endoluminale e formazione di sacche eccentriche a partenza dalla parete, i diverticoli, distretti periferici dove ristagna il contenuto intestinale e con estrema facilità possono attivarsi focolai infettivi con infiammazione correlata.
Nell’evoluzione critica dei diverticoli verso la diverticolite l’infiammazione provoca il più delle volte dolore e rallentamento dell’attività intestinale con stipsi e gonfiore addominale, talora anche blocchi completi della motilità, di interesse chirurgico nei casi estremi. Più raramente l’ispessimento del tratto intestinale, sede dei diverticoli, crea una compressione meccanica a manicotto con una sorta di premitura sul materiale del lume e apparente diarrea, in realtà pseudo-diarrea, a meno che non sia sopraggiunta un’infezione micotica che può causare diarrea vera e propria. Talora la stessa diarrea può essere espressione di una transitoria disbiosi fermentativa per eccessiva introduzione di molecole zuccherine.
La diagnostica per l’individuazione delle cause della disfunzione intestinale diviene estremamente necessaria, al di là dell’esito della colonscopia, con approfondimento delle indagini volte all’esclusione dei possibili vari fattori interferenti. Il trattamento dell’irritazione intestinale si basa su rimedi sintomatici, di contenimento dei sintomi, e rimedi ad azione più profonda, agenti sulle cause scatenanti. In seguito alla valutazione del medico di fiducia, se non siano in corso terapie con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, se non siano in atto altri percorsi terapeutici controindicanti l’introduzione di ulteriori principi attivi, se la funzione epatica e renale è nella norma, può essere utile l’integrazione con molecole naturali ad azione lenitiva, decongestionante, antibatterica, antimicotica e immunostimolante intestinale, estratte da piante quali l’aglio, i semi del pompelmo, le foglie di ulivo, il timo, il rosmarino, l’origano, il garofano e la cannella, opportunamente preparate in un integratore a base di timo, rosmarino, aglio e pompelmo, una cp due o tre volte al giorno, lontano dai pasti, per dieci giorni consecutivi, eventualmente con ripetizione ciclica per due-tre mesi e successiva rivalutazione terapeutica.
A tale terapia può seguire ciclicamente, per altri dieci giorni mensili, l’assunzione, lontano dai pasti, di un probiotico ad azione ricolonizzante la sana flora batterica di stazionamento intestinale, contenente Lattobacilli (Lactobacillus rhamnosus GG, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus paracasei) e Bifidobatteri (Bifidobacterium bifidum) come, qualora siano assenti allergie o importanti intolleranze alle proteine del latte e della soia e al pesce, Ergyphilus Plus cps, da conservare in frigorifero a 4°, due cps al giorno. Il ripristino della fisiologica flora batterica riattiva la fisiologica attività intestinale, regolarizzando la funzione digestiva e motoria.
Nella fase acuta, anche in associazione alle terapie farmacologiche, trova indicazione un sostegno omeopatico con rimedi quali Colocynthis, modulatore della peristalsi intestinale, Chamomilla, per la risoluzione degli spasmi e dello stato infiammatorio, Ferrum phosphoricum ad azione antinfiammatoria, la triade Baptisia-Mercurius sublimatus corrosivus-Chininum arsenicosum come attivatori antibatterici e immunostimolanti, e altri rimedi quali Acidum phosphoricum, Oleander, Rhus toxicodendron e Veratrum album per l’attenuazione della sintomatologia riferita, sotto forma di gocce, dieci gocce quattro volte al giorno sino a risoluzione dei sintomi. Qualora non vi sia allergia ad antibiotici quali penicillina e derivati o a miceti, trova indicazione nelle fasi acute l’inserimento di un rimedio immuno-isopatico quale Penicillium roquefortii D5, dieci gocce al giorno prima di un pasto, nelle forme micotiche associato a Candida albicansan D5, dieci gocce al giorno prima di un pasto, per riequilibrare il complesso ecosistema del microbiota intestinale e potenziare le difese immunitarie.
Resta essenziale per tutto il periodo acuto, ma ancor più per la prevenzione successiva delle recidive, un buon piano alimentare, sicuramente da personalizzare “a misura” con una valutazione specialistica diretta, per la scelta della corretta e appropriata alimentazione con l’esclusione degli alimenti non tollerati, l’inserimento di cibi sani, “originari”, con buon equilibrio tra quelli di origine vegetale e animale, adeguato inserimento di probiotici naturali, con esclusione dei prodotti integrali e accorto contenimento di fibre da frutta e verdura, per evitare l’irritazione meccanica della parete intestinale provocabile dalle fibre stesse, con opportuno inserimento di estratti vegetali, adeguata limitazione quantitativa dei pasti, specie della cena, e l’avviamento della digestione nel cavo orale con una buona masticazione.
Superata la fase acuta, indispensabile è anche una buona attività fisica, per attivare la parete addominale in aiuto alla naturale motilità intestinale e, se non allergici ai minerali specifici, un supporto di oligoelementi attivatori enzimatici e regolatori dell’attività contrattile e secretiva intestinale, quali Manganese Cobalto, il contenuto di una fiala lontano dai pasti tre volte alla settimana per due mesi e nelle forme con spiccata componente psico-somatica Magnesio, il contenuto di una fiala due volte al giorno associato a un complesso omeopatico contenente rimedi ad azione modulatrice neuro-psichica quali Ammonium bromatum, Avena sativa, Chamomilla, Coffea, Eschscholtzia, Humulus lupulus, Ignatia, Passiflora incarnata, Valeriana e Zincum valerianicum, alla dose di 10 gocce tre volte al giorno lontano dai pasti.
Cordiali saluti,
dott.ssa Caterina Origlia

