Un aiuto omeopatico per combattere la balbuzie nei primi anni di vita
Domanda di zia preoccupata
Buongiorno, mio nipote di 2 anni e mezzo questa estate ha incominciato a balbettare dopo che la mamma gli ha tolto ciuccio e pannolino. Poi la balbuzie è rientrata e si è però ripresentata in forma più grave quando ha incominciato la scuola materna (sezione primavera) in questi giorni. Il bimbo si rende conto del suo disagio e dice di fare fatica a parlare. La mamma da bambina, a causa di uno spavento, divenne balbuziente, ma poi con l’aiuto del logopedista migliorò molto. È possibile fare qualcosa a livello omeopatico? Per ora l’erborista ha consigliato i Fiori di Bach (li sta assumendo da qualche giorno).
Ringrazio e attendo una risposta
Gentile signora,
i fiori di Bach sicuramente potranno aiutarlo in quello che è un problema assai comune in età pediatrica, soprattutto quando subentrano dei cambiamenti che richiedono un adattamento e suscitano un po’ di ansia. Tuttavia, un prodotto omeopatico che aiuti il piccolo a essere meglio disposto verso tali adattamenti e meno ansioso potrebbe dargli un aiuto. Le consiglierei quindi VC-15 sciroppo os, che contiene una associazione di rimedi omeopatici utili a tale scopo. Il dosaggio, ovviamente, varierà in funzione di peso ed età, si faccia quindi consigliare per il meglio dal suo farmacista, esperto in omeopatia. Sia comunque soprattutto serena e il bambino, vedendo gli adulti intorno a sé tranquilli, ritroverà presto il suo equilibrio. Naturalmente, laddove la balbuzie dovesse tendere a cronicizzarsi e aggravarsi, nonostante il vostro parlargli con calma, non sollecitarlo e non mettergli fretta, utilizzare musica e lettura ad alta voce per restituirgli il giusto fluire della parola, e nonostante l’esempio di insegnanti e compagni a scuola, sarà opportuno farlo valutare da un neuropsichiatra infantile esperto che, se indispensabile, vi indirizzerà opportunamente alla terapia logopedica. Tuttavia, in linea di massima, questa non viene iniziata prima dei tre anni-tre anni e mezzo, e spesso anche più tardi.
Cordiali saluti,
dott.ssa Zora Del Buono
