Meno sale e più spezie: un (possibile) mix benefico per il cuore

Ci sarebbe, forse, una associazione ‘culinaria’ vantaggiosa per il cuore: togliere sale ai piatti e aggiungere spezie, peperoncino in particolare, che oltre a esaltare il gusto salato grazie alla capsaicina, la sostanza pungente in esso contenuta, sembrerebbe ridurre la possibilità di rischi cardiovascolari, quali ipertensione, infarto, ictus e insufficienza cardiaca. Lo dice anche il ‘cervello’!
Proprio così, avete capito bene. Infatti uno studio cinese della terza università militare di Chongqing, pubblicato sulla rivista Hypertension, che aveva lo scopo di capire se mettere nel piatto spezie al posto del sale facesse bene, o anche no, al cuore (e anche al gusto), attraverso l’impiego della risonanza magnetica, avrebbe evidenziato qualche cosa di insolito. E cioè che sotto l’impulso del consumo di sale e spezie si attivano esattamente le due stesse aree del cervello – l’insula e la corteccia orbitofrontale – sensibili alla percezione del salato. A vantaggio però della seconda: perché le spezie oltre che a fare bene al palato, proteggerebbero pure la salute del cuore.
Infatti i volontari che non mangiavano piccante-speziato, e che finivano così con il consumare più sale – pari a 13,4 grammi al giorno contro i 10,3 dei ‘peperoncini’ – erano soggetti anche a valori pressori, sensibilmente più elevati, che possono rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare. «Il nostro studio – ha concluso Zhiming Zhu, coordinatore dello studio – dimostra che il sapore/gusto speziato aggiunto ai cibi, per chi tollera il gusto del piccante (altrimenti è meglio non mangiare peperoncino), è un modo efficace per ridurre l’assunzione di sale e la pressione del sangue, indipendentemente dal tipo e dalla quantità di cibo».
Lo studio, in funzione delle informazioni iniziali interessanti, necessita però di ulteriori approfondimenti. Occorrerà ad esempio avviare analisi caso-controllo per capire se è possibile definire una spezia che più di un’altra potrebbe ridurre il consumo di sale o abbassare la pressione del sangue, allargando la ricerca anche a una popolazione diversa da quella solo cinese, e su più larga scala per capire cioè se esistono risposte differenti per etnie o gruppi razziali.
Francesca Morelli
